<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-5721460384952998082</id><updated>2011-07-07T16:02:26.341-07:00</updated><category term='fisioterapia'/><category term='fisioterapia roma'/><category term='riabilitazione roma'/><category term='Esercizio Terapeutico Conoscitivo'/><category term='riabilitazione'/><category term='ETC'/><category term='riabilitazione bambini roma'/><category term='fisioterapia età evolutiva roma'/><title type='text'>Cos'è l'ETC?</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://lariabilitazione.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5721460384952998082/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lariabilitazione.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>ninnallegra</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_BV-YdOLrlPI/SpGc2fjPIyI/AAAAAAAAAGI/fwxFlFBlFL0/S220/100B1067.JPG'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>1</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5721460384952998082.post-4556739118409339471</id><published>2009-08-25T15:51:00.001-07:00</published><updated>2009-08-28T07:51:49.572-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ETC'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='riabilitazione bambini roma'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fisioterapia età evolutiva roma'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='riabilitazione roma'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fisioterapia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='riabilitazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fisioterapia roma'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Esercizio Terapeutico Conoscitivo'/><title type='text'>La mia visione della riabilitazione... e della vita.</title><content type='html'>&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: bold; font-family: verdana; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: bold; font-family: verdana; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 85%;"&gt;l'ETC è una riabilitazione prima di tutto "etica": è un approccio al bambino, e NON è una metodica, intesa come &lt;span style="font-style: italic;"&gt;insieme di manovre&lt;/span&gt;. Quello che segue è la mia visione della riabilitazione: da tutto questo è &lt;span style="font-style: italic;"&gt;obbligatoriamente &lt;/span&gt;scaturita la scelta dell'Esercizio Terapeutico Conoscitivo.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: bold; font-family: verdana; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 85%;"&gt;Della riabilitazione e dell'essere terapista&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-family: verdana; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 85%;"&gt;Spesso mi chiedo perché ho scelto di essere una terapista. Avrei potuto scegliere tante altre strade, pur seguendo la mia indole, e andare incontro al prossimo in altro modo eppure, per una serie di motivi e di casualità, mi ritrovo oggi ad essere quello che sono, e di occuparmi nello specifico di riabilitazione dei disturbi neurologici dei bambini.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-family: verdana; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 85%;"&gt;Ho incontrato in questi anni e continuo ad incontrare ogni giorno bambini con le più svariate patologie, di età che vanno dal neonato al preadolescente, e ad ogni livello di gravità; famiglie di tutti i tipi, dal genitore solo con bambino, alla famiglia allargata; e di tutti i livelli socioculturali. Queste famiglie hanno qualcosa in comune, e cioè la vita con la disabilità, ed è stato anche il venire a contatto con queste persone che ha fatto di me la terapista che sono oggi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-family: verdana; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 85%;"&gt;Quando arrivano a me, alcuni, se non quasi tutti, dei genitori che incontro sono già passati per molte delle tappe di ricerca di &lt;i&gt;soluzioni&lt;/i&gt; &lt;i&gt;risolutive&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;; dalla diagnosi &lt;/span&gt;&lt;i&gt;buttata lì&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; senza spiegazioni, senza aiuto, senza sostegno; passando per l'incontro con i medici e terapisti del servizio sanitario nazionale; fino ai tentativi più disparati di fare qualcosa che &lt;/span&gt;&lt;i&gt;aggiusti&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; il problema, comprese terapie da 20 ore al giorno e viaggi oltreoceano dove viene proposto null'altro che le stesse identiche cose che si fanno qui, ma fatte per lo più molto peggio (ma lì sono a pagamento, quindi &lt;/span&gt;&lt;i&gt;necessariamente &lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;devono essere meglio). &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: verdana; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 85%;"&gt;Queste famiglie sono spesso distrutte dalla medicalizzazione.  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-family: verdana; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 85%;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Dalla diagnosi, a volte difficile e comunicata in modo poco attento e rispettoso dei sentimenti della famiglia, fino ai tentativi, riusciti o (molto più spesso) meno, di &lt;/span&gt;&lt;i&gt;riaggiustare dove è rotto&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;, questi bambini sono disumanizzati, deprivati della loro complessità, ridotti a macchine da riparare, dove ogni specialista stacca il suo pezzo, lo tratta e lo riattacca come se questo fosse sufficiente e garantisse un recupero qualitativo. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-family: verdana; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 85%;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Bambini disgregati, privati della loro unitarietà di &lt;/span&gt;&lt;i&gt;persone&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;, della loro capacità, seppur diversa, seppur al primo approccio non immediatamente comprensibile, di pensiero, e relegati ad essere meri esecutori di ordini, gesti, posture, movimenti ripetitivi; dove i tentativi di ribellarsi ad un'ottica che li vede come un semplice insieme di riflessi, nel tentativo di comunicare il sacrosanto disagio, vengono non solo ignorati del tutto, ma liquidati con un &lt;/span&gt;&lt;i&gt;è svogliato... non ha volontà, &lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;colpevolizzando&lt;/span&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;il paziente (che spesso non può comprendere l'insulto e che quindi non può rispondere)&lt;/span&gt;&lt;i&gt;, &lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;anche se il bambino ha 13 mesi, anche se ha una grave patologia, anche se di un bambino sano che non ha voglia di fare qualcosa che gli crea dolore, disagio, o anche solo noia, nessuno si sognerebbe mai di mettere in discussione la &lt;/span&gt;&lt;i&gt;voglia, &lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;per di più dandogliene la colpa. Semmai (giustamente) si dà la colpa al docente che &lt;/span&gt;&lt;i&gt;non è capace; &lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;in riabilitazione accade assolutamente il contrario. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-family: verdana; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 85%;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;In quest'ottica si cerca sempre &lt;/span&gt;&lt;i&gt;di più&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;, dove il “di più” è sempre di tipo quantitativo (più ore, più terapia, più terapie) e praticamente mai qualitativo, nonostante gli ultimi studi di neuroscienze confermino come l'esperienza abnorme alteri le sinapsi creando disorganizzazione a livello neuronale e facendo emergere comportamenti maladattativi (cosa che non si verifica invece in assenza di esperienza... il che in soldoni significa che una cattiva riabilitazione è molto peggio di nessuna riabilitazione).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-family: verdana; text-align: justify;"&gt;  &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-family: verdana; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 85%;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Questi genitori si sentono in colpa, perché &lt;/span&gt;&lt;i&gt;signora, la colpa è sua che non fa questo questo e questo, ecco perché il bambino non migliora&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;: un atteggiamento intellettualmente disonesto, perché  accusa chi non ha colpe, di una &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;b&gt;propria&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;span style=""&gt; responsabilità, ovvero il non poter o più spesso il non essere in grado di aiutare il paziente, nonostante il ruolo terapeutico che si dovrebbe ricoprire. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-family: verdana; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 85%;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;span style=""&gt;Questi genitori non sono aiutati nel &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=""&gt;saper guardare &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;span style=""&gt;i loro figli come dei bambini con necessità conoscitive, poiché questi figli sono sempre stati presentati solo come &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=""&gt;quello che non sa fare, il punteggio che ha ottenuto nella scala di valutazione X, la patologia Y, quello che non potrà, quello che non farà.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-family: verdana; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 85%;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Sempre più spesso la riabilitazione si riduce a procedure di tipo &lt;/span&gt;&lt;i&gt;medico&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; più che &lt;/span&gt;&lt;i&gt;riabilitativo&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; con finalità e scopi che non vengono condivisi con il bambino stesso (altrimenti perché mai dovremmo sostenere che un bambino in terapia, se piange alle mobilizzazioni cruente &lt;/span&gt;&lt;i&gt;è normale&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;?); dove la terapia sembrerebbe servire non tanto al bambino, per permettergli una maggiore conoscenza del mondo e di sé, una maggiore consapevolezza ed una migliore capacità di relazione (e quindi, per renderlo una persona &lt;/span&gt;&lt;i&gt;più felice&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;), quanto ad &lt;/span&gt;&lt;i&gt;occuparlo in qualche modo, &lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;a farlo semplicemente &lt;/span&gt;&lt;i&gt;muovere, purché si muova!, &lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;dove per anni viene ripetuto lo stesso movimento, nello stesso modo, uguale per tutti, e così via da decenni. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-family: verdana; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 85%;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;La differenza tra &lt;/span&gt;&lt;i&gt;fare &lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;il terapista&lt;/span&gt;&lt;i&gt; ed essere &lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;terapista è tutta lì: nell'incontro con il bambino, entrare nel suo mondo al suo stesso livello, sapendo di incontrare un essere unico, di essere di fronte a qualcuno di irripetibile, con le sue difficoltà ma anche con le sue possibilità da tramutare in capacità con l'aiuto della mediazione terapeutica, di modo che la terapia tiri fuori il &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;b&gt;meglio&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; che questi bambini possono essere, lavorando su quella che Vygotskij chiamava &lt;/span&gt;&lt;i&gt;area di sviluppo potenziale,&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; e non il peggio, con pianti, urla, strilli, apatia. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-family: verdana; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 85%;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;E' necessario stabilire obiettivi precisi, che tutti possano valutare nella vita quotidiana (l'obiettivo &lt;/span&gt;&lt;i&gt;effettua la flesso estensione del gomito &lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;non serve a niente, se la flesso estensione non viene utilizzata per fare una carezza alla mamma, prendere un gioco, andare a toccare un gatto per sentire com'è peloso), e specificare come si intende raggiungerli ed in quali tempi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-family: verdana; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 85%;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Non si può &lt;/span&gt;&lt;i&gt;fare i terapisti. &lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Bisogna &lt;/span&gt;&lt;i&gt;esserlo&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;, e per essere terapisti occorre costruire un'interazione assolutamente specifica, ed esercizi che vanno bene non &lt;/span&gt;&lt;i&gt;per&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;i&gt;la tetraparesi, &lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;non&lt;/span&gt;&lt;i&gt; per il livello di sviluppo tal dei tali, &lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;ma &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;b&gt;solo&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; ed &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;b&gt;esclusivamente&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; per Livia, per Michele, per Tiziano, per Flavio.  Perché se si vuole curare la &lt;/span&gt;&lt;i&gt;persona&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;, e non la malattia, la riabilitazione deve passare dall'essere un problema &lt;/span&gt;&lt;i&gt;medico&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;, ad essere un problema &lt;/span&gt;&lt;i&gt;etico&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;. Perché dietro ad ogni approccio c'è una visione dell'Uomo: se la visione generale è di stampo meccanicistico, dove la persona non è più persona, ma numero, patologia, assenza di capacità, questo è un problema riguarda tutti, e non solo chi ha avuto in dono dalla sorte un bambino &lt;/span&gt;&lt;i&gt;speciale.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: verdana; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 85%;"&gt;Fabiana Rosa&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: verdana; text-align: justify;"&gt;(Pubblicato su "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Zeus&lt;/span&gt;", Marzo 2009)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);font-family:trebuchet ms;" &gt;&lt;br /&gt;Pagina in costruzione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5721460384952998082-4556739118409339471?l=lariabilitazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lariabilitazione.blogspot.com/feeds/4556739118409339471/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://lariabilitazione.blogspot.com/2009/08/pagina-in-costruzione.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5721460384952998082/posts/default/4556739118409339471'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5721460384952998082/posts/default/4556739118409339471'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lariabilitazione.blogspot.com/2009/08/pagina-in-costruzione.html' title='La mia visione della riabilitazione... e della vita.'/><author><name>ninnallegra</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_BV-YdOLrlPI/SpGc2fjPIyI/AAAAAAAAAGI/fwxFlFBlFL0/S220/100B1067.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
